Diplomato!

È stato un lungo percorso: era cominciato quasi per caso nel lontanissimo 1985, quando il mio insegnante di chitarra classica aveva risposto alle mie insistenze sul repertorio liutistico, consigliandomi di studiare liuto. Mi aveva indicato un suo amico che studiava all’epoca con Jakob Lindberg: Fabrizio mi prestò uno liuto rinascimentale, un po’ di bella musica in intavolatura per liuto e mi diede lezioni per qualche settimana. La mia vita però prendeva altre direzioni e così dopo poco tempo lo avevo ringraziato, gli avevo restituito lo strumento e tenuto la musica, che non smisi mai di suonare sulla chitarra.

Fast forward al 2005: nel passare di fronte a un noto negozio torinese di strumenti musicali vedo in vetrina un liuto (pakistano, ahimé: vedi qui) e di slancio lo compero. Pochi mesi dopo, grazie all’aiuto di un liutista che oggi è un vecchio amico, incontro per la prima volta Massimo Lonardi alla Scuola di Musica e Danza Antica di Venezia e inizio a fare sul serio.

Su suo invito mi sono poi iscritto al Biennio Magistrale in liuto del Conservatorio di Pavia nel settembre 2016 e lo scorso mercoledì 21 ottobre ho superato l’esame finale suonando la Sonata SW37 di Silvius Leopold Weiss (la prima sonata manoscritta che compare nel II fascicolo del Manoscritto di Dresda) seguita da una Allemande con cui inizia la Sonata SW40. Tutto registrato a casa, ovviamente. Avevo precedentemente sottoposto alla commissione d’esame una tesi intitolata “«Ergo Nostra gioventù comparisce» Silvius Leopold Weiss verso la corte di Dresda” che ho presentato (sempre online, s’intende) il giorno dell’esame finale.

E così il percorso ha raggiunto una tappa importante, credo. Sono enormemente grato alla continuativa, immensa pazienza di Massimo Lonardi, durata ben 14 anni, come pure agli incontri estivi con Jakob Lindberg alla Sommerakademie di Neuburg an der Donau – che ho maniacalmente frequentato ogni estate dal 2008 al 2019 – e a tutti gli altri liutisti professionisti che mi hanno ammesso alle loro masterclasses nonostante (per la mia non più verde età, ma non solo) risultassi un elemento evidentemente un po’ anomalo.

Adesso non è cambiato granché: studiare, suonare. Rimane vero che “Ars longa, vita brevis”.

Avevo inizialmente intitolato questo breve post “Laureato!”, ma ho successivamente appreso che il termine – sebbene utilizzato colloquialmente – non si applica correttamente ai Conservatori. Il “Diploma Accademico di II Livello” è infatti equipollente.

2 pensieri riguardo “Diplomato!”

  1. Congratulazioni vivissime Luca!
    Ti apprezzo e capisco bene la tua soddisfazione. Grazie di condividerla con noi.

    Permettimi di presentarmi, sarebbe interessante tenerci in contatto se me lo permetti. Sono anch’io un “condivisore prosaico” anche se non ho un grande interesse per i social: annoio solo 1:1 gli amici che condividono i miei interessi e me lo permettono, principalmente via email. Carteggi privati da XXI secolo insomma. Decidi liberamente se la cosa ti disturba o ti incuriosisce, accetterò il tuo feedback sincero senza alcun problema.

    Mi chiamo Sergio Armari, 59 anni di Milano, laureato in Agraria e dirigente commerciale (AD COMPO Italia). Sono come te un appassionato di musica che ha lasciato a riposare nella sua custodia l’amata chitarra – compagna di lunghe ore di studio e di svago durante tutta la gioventù e oltre – a favore del liuto. Questo dopo un lungo percorso di avvicinamento alla musica antica fatto di diverse e discontinue esperienze (sempre dilettantistiche) di musica solistica e d’insieme, paradossalmente favorito da un periodo dedicato al flauto dolce barocco (ho fatto alcune lezioni con Simone Erre). Grazie all’amico clavicembalista Andrea Friggi (oggi attivo in Olanda, vedi Ensamble Odyssee) ho scoperto il pianeta barocco e a prassi antica, che conoscevo solo da avido ascoltatore di dischi e concerti. Hi avuto amici interessanti, mi ritengo una persona curiosa ma anche fortunata. Lavoro, intelligenza e affetti non mi mancano, solo il tempo libero è ancora tiranno…

    Nel 2009 mi ero reso conto che avevo nelle mie mani un’opportunità mai esplorata: allora mi sono deciso e ho preso a noleggio un liuto per provarlo. Subito dopo ho conosciuto Massimo Lonardi – che combinazione abitava a meno di un chilometro da casa mia -. Conosci la sua disponibilità e la sua grazia, non è stato difficile farmi sedurre dalla sfida e ricominciare a studiare “da capo”. L’anno dopo ho comprato un liuto più serio, accorciando le unghie senza smettere di suonare al chitarra. Dopodiché ho deciso di “rompere i voti” e dedicarmi finalmente solo al liuto, nel poco tempo che potevo dedicare al mio hobby preferito.

    Nel frattempo ho accumulato una quantità di nozioni e documenti sul repertorio e sulla musica rinascimentale, che conoscevo a malapena, grazie anche al tuo blog (preziose le tue dritte su Marco Dall’Aquila e il lavoro di Ness ad esempio, che in seguito ho anche approfondito). Inoltre ho fatto amicizia con un altro appassionato di Pavia, Luciano Bernardi, col quale mi sono dedicato al duo liutistico, repertorio affascinante di cui vorrei parlarti più a fondo al prossimo contatto.

    Sappi solo che, dopo i consueti “evergreen” inglesi e italiani, abbiamo scoperto Valderrabano con i suoi mottetti trascritti da Josquin, Morales e altri, intavolati per due vihuele accordate alla quarta e alla quinta. Così ci siamo incamminati nel mondo inesplorato (e quasi ineseguito) delle trascrizioni di musica rinascimentale a 4 voci per due liuti, pieno di sterminate potenzialità, in particolare per questo originale e sconosciuto ensamble (liuto in G e liutino in C) che permette la trascrizione integrale della polifonia vocale e strumentale sull’estensione di oltre 4 ottave, da (F2)/ G2 fino a G5 / (A5).

    Così mi sono impratichito nell’editing di intavolature e trascrizioni, grazie all’ottimo editor MuseScore2. Trascrivo canzoni francesi, danze e mottetti a 4 voci, per due liuti unisoni (GG) o alla quarta (CG), eseguibili anche da dilettanti con grandi soddisfazioni e il minimo sforzo tecnico: due parti ben distanziate assegnate a ciascun liuto (generalmente C-T / A-B) sono quasi sempre facili da realizzare, anche a prima vista. Ma il risultato è sorprendente, perché i liuti cantano come voci! Ti fornirò qualche esempio se vorrai.

    Luciano si era anche specializzato in liuteria ad alto livello, aveva sviluppato una forte competenza sui materiali e le tecniche costruttive e aveva fatto diversi campus con David Van Edwards in Inghilterra. Dopo alcune buone realizzazioni e giunto alla pensione (beato lui) si è dedicato completamente alla liuteria (senza fini di lucro…) e sta costruendo strumenti di altissima qualità, già acquistati e ordinati da allievi di Massimo Lonardi, di Elisa La Marca e altri. Io quest’anno mi sono regalato un bellissimo Arciliuto Tieffenbrucker (Venezia 1512): Luciano ha dimostrato una grandissima competenza e maestria, realizzando un vero capolavoro nel corso di un anno intero. Ti manderò le foto e un video, se vuoi, io me lo sto godendo segretamente durante queste festività… recluse. E sto litigandoo coi bordoni, tu ne saprai qualcosa credo. Ieri l’ho fatto vedere ad Elisa le è piaciuto molto, Massimo come saprai è in Liguria.

    Grazie per la pazienza, Luca, mi piacerebbe tanto condividere altre cose con te che sei così attento e appassionato. Tra l’altro sarai diventato molto bravo ormai, e potresti darmi qualche consiglio da “studente avanzato” (i maestri ne danno altri). Fammi sapere se la cosa ti garba, magari possiamo far conoscere anche ad altri cose nuove e curiose, se le valuterai interessanti, tramite il tuo bellissimo blog.

    Grazie per la tua dedizione e generosità, a presto.
    Sergio

    1. Mi scuso con tutti non ero pratico del sito e non pensavo che il mio messaggio venisse pubblicato subito e integralmente. Spero solo di non aver annoiato nessuno con la mia lunga storia.
      A presto Luca, se vuoi ci sentiamo privatamente.

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