Rose inserite nella tavola armonica, ovverosia quanto gli antichi liutai riciclavano parti di strumenti

Photo Courtesy of NMM

Dovrei scrivere di musica, del percorso che il prossimo anno (forse) mi condurrà alla laurea magistrale presso il Conservatorio di Pavia, magari persino dell’esame di Liuto I (programma interamente dedicato a Silvius Leopold Weiss) felicemente superato lo scorso settembre e della preparazione di Liuto II (che penso di dedicare a Johann Sebastian Bach, ovverosia a una parte di quel repertorio bachiano che può sensatamente essere eseguito su un liuto barocco).

Invece la curiosità per la liuteria (con gli anni trasformatasi in passione) condita con un po’ di ricerca e qualche lettura fa sì che preferisca indicare i posts del liutaio canadese Travis Carey e la sua analisi dedicata alle rose dei liuti re-inserite in tavole armoniche più recenti, per poi estendersi all’esame di altre parti riciclate da famosi liutai del passato.

Dato che una parte del suo post si concentra su uno strumento originale che è stato di ispirazione per la costruzione del liuto barocco che io suono, la lettura mi ha particolarmente incuriosito, aggiungendo qualche informazione al mio tentativo di conoscere la liuteria storica che riguarda la famiglia degli strumenti del liuto.

Travis Carey, “The Inset Lute Rose: A Contemporary Example, and Some Historical Ones