La storia della tiorba

Dall’inizio di ottobre il mio percorso di studio alla SMAV è andato concentrandosi di nuovo sul basso continuo, all’interno del piccolo ensemble (che a me piace chiamare – con insopportabile hybris – ‘Accademia degli Animosi‘) con il quale ci ritroviamo ogni due sabati a Palazzo Grimani per suonare sotto la direzione di Massimo Lonardi.
Per me l’unica opzione era la tiorba che, a dispetto di tutti i miei piani, è così ridiventata lo strumento centrale di studio.
Alla ricerca come sempre di fonti e trattati in rete, segnalo perciò la bellissima Theorbo timeline compilata dal tiorbista Matthew Jones, timeline che consiglio di scorrere, almeno per curiosità.

Robert de Visée, Pièces en A mi la

Ho cercato in varie registrazioni e con un certo stupore ho rilevato che, per quanto ho potuto trovare, nessuno aveva registrato i brani in A mi la di Robert de Visée dal manoscritto Vaudry de Saizenay.

Con una buona dose di hybris ho messo quasi tutti i sopradetti brani in un ordine che io trovo gradevole: potete scaricarli da QUI e dirmi se pensate che costituiscano una Suitte (sic) accettabile.

Collezione di intavolature per liuto barocco (11 e 13 cori) e tiorba

Una grandissima quantità di fac-simili (al momento 198) è stata raccolta da un generoso liutista sul ben noto sito Scribd.
La segnalazione mi è giunta tramite una delle tante liste che continuo a frequentare e mi è sembrata talmente importante da meritare di essere indicata a tutti coloro che suonano il liuto barocco.
La raccolta si intitola significativamente Baroque Lute Tablature Collection ed è consultabile QUI.

Sono disponibili importanti manoscritti (Vaudry de Saizenay, Barbe, Milleran,Bach, etc.) come pure edizioni a stampa francesi e tedesche (Perrine, Fleury, de Visée, Le Sage de Richée, Kohaut, Weiss, etc.

Sarebbe di grandissima utilità per tutti compilare un analogo “contenitore” per il periodo elisabettiano. Solo una proposta 😉

Le théorbe de pièces e Robert de Visée


Dopo aver speso un poco di tempo studiando i brani di Robert de Visée su un tipico (ed enorme) chitarrone italiano in la, trovo splendido il timbro di una ben più piccola théorbe de pièces, per la quale con ogni probabilità furono pensati molti dei brano solisti la cui intavolatura si trova nel manoscritto di Jean Vaudry de Saizenay, come ricorda Pascal Gallon nell’e-mail che ho citavo QUI qualche giorno fa.

Non è mia abitudine pubblicare dei video, ma questa Chaconne in G-sol-re-ut di de Visée suonata da Xavier Diaz-Latorre è particolarmente gradevole.

Robert de Visée on line

Schermata 2013-04-03 alle 11.09.55Grazie alle risposte ricevute dai membri della lista francofona dei liutisti/e mentre ero alla ricerca dell’intavolatura per tiorba dell’Allemande La Plainte di Robert de Visée posso adesso segnalare due links messi a disposizione dalla Biblioteca di Besançon:

  • la digitalizzazione del Manuscrit Vaudry de Saizenay: QUI
  • Pièces de théorbe et de luth mises en partition, dessus et basse. Composées par Mr. de Visée, 1716: QUI

Pascal Gallon, Docente di Liuto e Musica antica presso il CRR TOULON PROVENCE MEDITERRANEE e il CRD AIX EN PROVENCE, mi fa notare che:


très souvent les pièces du Vaudry sont notées une quarte plus bas (ou une quinte plus haut) que l’édition de 1716 ce qui atteste l’idée que le théorbe était un théorbe de pièce accordé en Ré et non en la.
[…]
Cette suite en dom (C sol ut tierce mineure) de Vaudry correspond donc bien à la suite en Fam de l’édition de 1716
C sol ut tierce mineure : signifie dans la solmisation que la note C (hauteur absolue) peut être soit Sol soit Do dans une échelle mineure, c’est à dire soit un premier degré ou un 5ème degré.
[…]
Seule la version de 1716 est “sérieuse” car elle est de la main de De Visée qui lui désavoue les tablatures comme il le dit dans sa préface.

En comparant les deux on se rend compte que Vaudry est assez fidèle, mais on peut aussi corriger certains détails par ci par là.

En tout cas l’étude comparative est très intéressante pour les rythmes, les accords séparés, l’inégalité dans le jeu rythmique, et les ornements.

Beaucoup de modifications chez Vaudry concernent la conduite des basses.
[…]

Vaudry, de Visée e la tiorba

De Visee_Prelude_256Ho continuato a studiare la tiorba, cercando caparbiamente una posizione che mi permettesse di sostenere senza troppo sforzo uno strumento delle dimensioni del mio (82,5 cm di corde tastate e 167cm per i sette diapason) e di suonare per un periodo di tempo abbastanza lungo.
E ho cambiato a casa: in quella attuale ho un minuscolo giardino e ho deciso di riservarmi la veranda / giardino d’inverno proprio per suonare: in questo periodo i merli passano a raccogliere il materiale da costruzione per i loro nidi e ho l’impressione che spesso si fermino a guardare lo strano personaggio che cerca di maneggiare un ancora più strano strumento.
In ogni caso l’effetto pacificante è eccellente e la sonorità della veranda molto migliore dell’angolino “aspro” in cui avevo l’abitudine di suonare fino a un mese fa.

Naturalmente mi dovrei concentrare sul basso continuo, magari cercando di mettere in pratica quello che Massimo pazientemente mi ripete ogni due settimane. Dovrei sapere ormai quasi a memoria il testo di Nigel North (che foto orrenda che hanno postato su Wikipedia!) sullo stesso argomento (Continuo Playing on the Lute, Archlute and Theorbo, London and Boston: Faber Music in association with Faber & Faber,. 1987) di cui ho il lusso di possedere due copie rilegate. Infine dovrei passare molto tempo esercitandomi sui Partimenti, per non menzionare il ben noto trattato di Agostino Agazzari, etc. etc., ma quando si è presa una malattia, con il liuto francese o con la tiorba è comunque difficile guarirne.
De_Visee_Chaconne_258Il risultato è invece che sono tornato allo splendido manoscritto di Jean-Etienne Vaudry, seigneur de Saizenay e mi sono immerso nelle splendide pagine per tiorba.
Confesso che l’idea di suonare gli appunti scritti a mano (penna d’oca) da un allievo diretto di Robert de Visée ha il suo fascino, e non solo musicale.
Da qualche parte bisogna ben cominciare, e così la scelta è caduta sulla splendida Chaconne in A mi la a p. 258 del manoscritto preceduta dal Prélude a p.256
Due brani splendidi, non complessi tecnicamente, ma abbastanza ricchi da richiedere un po’ di attenzione.
Ho di fronte a me un fine settimana solitario: ho idea che la tiorba suonerà più del solito…

Il manoscritto Vaudry de Saizenay è on-line

Schermata 2011-09-14 a 18.21.46 Dalla Francia ho saputo che la biblioteca di Besançon ha digitalizzato il fantastico manoscritto Vaudry de Saizenay. Lo trovate QUI.

Traduco dall’introduction, a cura di Claude Chauvel, nell’edizione Minkoff dello stesso manoscritto:

Jean-Etienne Vaudry, signore di Saizenay e di Poupet, nacque a Saizenay (Canoten di Salins, Giura) il 26 settembre 1668. Nominato consigliere al Parlamento di Besançon con lettere patenti del 7 settembre 1704, è in questa città che due anni più tardi, nell’aprile 1706, sposò Anne-Claire-Béatrix, figlia di Hugues-François Le Maire, anch’egli consigliere allo stesso Parlamento. Quindici figli nacquero dalla loro unione. Vaudry dimissionò dalla propria carica il 20 agosto 1725 e morì a Besançon il 21 luglio 1742.

Negli ultimi due anni trascorsi quasi interamente sul liuto barocco e il repertorio francese ho immaginato che si potrebbe scappare dal mondo portando con sé unicamente il manoscritto Barbe e il Vaudry de Saizenay. In effetti è più o meno ciò che accadde agli estensori delle raccolte in questione 🙂