Marco da L’Aquila – Opera Omnia online curata da Arthur Ness

Come ricorderete, l’edizione delle opere di Marco da L’Aquila ha subito percorsi piuttosto complessi, sicuramente segnati anche dal tragico terremoto del 2009.
Il grande musicologo Arthur Ness, cui tutti dobbiamo la fondamentale edizione critica delle opere di Francesco Canova da Milano, aveva curato e pubblicato online la sua edizione delle opere di Marco da L’Aquila, ma il suo sito personale era stato successivamente rimosso, per ragioni credo molto banali, dal suo provider Verizon.
Qualche giorno fa la domanda di un liutista mi ha ricordato che il web nella sua totalità (incredibile, vero?) viene sistematicamente archiviato da Web Archive e che dunque, con un poco di fortuna, forse avrei potuto raggiungere anche le opere di Marco da L’Aquila nell’edizione online di Ness.

Ebbene, effettivamente nel settembre 2014 il sito di Arthur Ness era ancora disponibile ed è stato effettivamente archiviato.

L’edizione di Ness delle opere di Marco da L’Aquila è dunque disponibile a QUESTO INDIRIZZO (anche se forse non per sempre…)

Il manoscritto di Vincenzo Capirola è online

Case MS - VM 140 .C25 (VAULT) Compositione di meser Vincenzo Capirola, -17v

 

Dopo una lunga pausa, dedico il primo articolo sul nuovo hosting WordPress allo splendido manoscritto che riunisce la musica per liuto rinascimentale di “meser Vincenzo Capirola“.

Scrive l’estensore veneziano Vidal – sul quale non possediamo altre notizie:

Considerando io Vidal che molte divine operete per ignorantia deli possesori si sono perdute, et desiderando che questo libro quasi divino per me scrito, perpetualmente si conservase, ho volesto (sic) di cosi nobil pictura ornarlo, acio che venendo ale mano di alchuno che manchasse di tal cognitione, per la belleza di la pictura lo conservasse.

Orlando Cristoforetti scrive nella sua prefazione all’edizione in fac-simile della SPES (Firenze, 1981):

Chi lo redasse comprese perfettamente la funzione pittorica giocata nella psicologia della conservazione. Sia pure fortunosamente, infatti, la “Compositione di meser Vincenzo capirola gentil homo bresano” comparve nel 1883 presso l’antiquario N. Trubner di Londra; la sua provenienza rimane oscura. Successivamente appartenne a un altro antiquario londinese, B. Quatrich, e, dal 1902, a Leo Olschki di Firenze. Qui, due anni dopo, terminò la spirale degli antiquari per intervento della Newberry Library di Chicago, che acquistò il libro per 1500 lire, sottraendo così al pericolo dei disastri che avrebbero poi sconvolto l’Europa, uno dei più interessanti e antichi documenti dell’arte musicale italiana.

Datato dal musicologo ungherese Otto Gombosi verso il 1517 e riprodotto nel 1981 dalla SPES in un’edizione leggibile, ma che riduceva i colori del manoscritto a un unico seppia, la “Compositione” è ora disponibile online interamente a colori.

Curiosamente la scheda dell’opera si trova qui presso la Newberry Library, il PDF sembra poter essere scaricato unicamente da questo indirizzo.

L’Air de Cour en France

AirdeCourDa un paio di giorni ho ricevuto dalla segreteria della Sommerakademie – Alte Musik la comunicazione che Jakob Lindberg preparerà per il concerto conclusivo un arrangiamento di Ballets de cour di Robert Ballard.

Mi sono così ricordato che da mesi (sic!) avevo intenzione di pubblicare il link al bel libro della musicologa Durosoir dedicato a L’Air de Cour en France.

Anche se solo parzialmente, potete leggerlo qui: Georgie Durosoir, L’Air de Cour en France, Mardaga 1991

The M.L. lute book: London, British Library, additional MS 38539

Il manoscritto generalmente noto come M. L. Lute Book o anche John Sturt Lute Book, contenente 88 brani di musica per liuto solo e qualche duetto, è custodito alla British Library.
In particolare mi interessano i brani di Robert Johnson, anche se qui e là richiedono un liuto a 10 cori che io (ancora?) non ho a disposizione.

Il fac-simile del maniscritto è disponibile su Scribd.com a questo indirizzo.
Personalmente consiglio di scaricarlo al più presto, visto che nella mia esperienza altri fac-simili non sono sopravvissuti a lungo.

Cambridge Dd.9.33 C

Schermata 2011-12-01 a 16.14.49Sono stato infettato quest’estate e a tutt’oggi non riesco a smettere. Ho iniziato a studiare John Dowland grazie (devo ben dirlo!) al manoscritto Dowland custodito alla Folger Shakespeare Library di Washington.
Pagine e pagine di musica bellissima che avevo ascoltato mille volte (e provato a suonare altre mille), ma che mi sfuggiva completamente. Poi quest’estate una folgorazione: e sto ancora continuando.
Pare che i miei risultati non siano completamente pessimi, anche se sono ben cosciente che la strada sia ancora lunghissima.

La scorsa settimana sfogliavo la famosissima edizione completa delle opere di Dowland e mi sono imbattutto in una Galliard di cui avrei voluto l’edizione manoscritta, non tanto per confronto (inutile in questo caso), ma per semplice mania. Risulta trovarsi insieme ad altri 26 brani di John Dowland nel manoscritto catalogato alla Cambridge University Library come Dd.9.33 C.
Ho cercato lungamente in rete, senza trovarlo. Poi un velocissima e-mail all’onnisciente Lista anglosassone e, come sempre, sono cominciate a piovere le risposte.
Il più veloce è stato il liutista giapponese Toshiaki Kakinami – visitate il suo ottimo blog! – che mi ha diretto verso il sito del liutista Sarge Gerbode.

Il manoscritto conservato a Cambridge come Dd.9.33 C può essere dunque consultato (e scaricato) QUI.

Bakfark, Harmoniarum musicarum in usum testudinis…, Kraków 1565

Schermata 2009-10-29 a 14.29.51 Il Münchener DigitalisierungsZentrum si arricchisce di opere di interesse eccezionale anche per i liutisti.
Su segnalazione del liutista giapponese Toshiaki Kakinami, ma anche con l’aiuto della ben nota lista anglosassone, riporto il riferimento all’opera dell’ungherese Bálint Bakfark, Harmoniarum musicarum in usum testitudinis factarum, tomus primus, pubblicato a Kraków nel 1565.

Affinché non si pensi ch’io legga solo musica per liuto barocco 🙂