Il liuto esposto al Cleveland Museum of Art

Arciliuto - Cleveland Museum of ArtIeri ho avuto il piacere di trascorrere qualche ora in compagnia del liutaio Ivo Magherini: abbiamo chiacchierato di tantissime cose, e ovviamente di liuti, arciliuti, chitarre all’italiana e alla spagnola e tiorbe francesi e chitarroni romani.
Seduti al sole di fronte a un generoso piatto di calamari fritti accompagnati da Malvasia locale tanti dettagli tecnici sono diventati più chiari.
Tra gli strumenti di cui mi ha parlato c’è questo liuto / arciliuto anonimo, conservato al Cleveland Museum of Art che presenta chiari interventi di modifica al primo cavigliere.

Cerco di leggere, comprendere, studiare, al di là dei dogmi organologici che via via si formano e scompaiono.
La lunghezza delle corde tastate sembra indicare un arciliuto di area veneziana con la caratteristica di avere la tratta “corta” e i bordoni singoli.
Non è l’unico sopravvissuto di questo genere: un altro (di Johannes Hieber e Andreas Pfanzelt, 1629) figura nella collezione di Charles Beare e non è purtroppo visibile facilmente (almeno così mi hanno raccontato).

Agli organologi lascio volentieri l’ardua sentenza 😉