I liuti di Re Davide

63472_442699175814149_1860578617_nE’ la Pasqua del Signore e la pagina di Veterodoxia ha pubblicato una splendida miniatura da un salterio fiammingo della seconda metà del XVI secolo, custodito alla Biblioteca di Philadelphia, a illustrazione del Salmo 80.

Il testo al fondo del fol. 81r recita:

Exultate Deo adiutori nostro. Iubilate Deo Iacob.
Sumite psalmum et date tympanum, psalterium iucundum cum cithara.
Bucinate in neomenia tuba.

Vaudry, de Visée e la tiorba

De Visee_Prelude_256Ho continuato a studiare la tiorba, cercando caparbiamente una posizione che mi permettesse di sostenere senza troppo sforzo uno strumento delle dimensioni del mio (82,5 cm di corde tastate e 167cm per i sette diapason) e di suonare per un periodo di tempo abbastanza lungo.
E ho cambiato a casa: in quella attuale ho un minuscolo giardino e ho deciso di riservarmi la veranda / giardino d’inverno proprio per suonare: in questo periodo i merli passano a raccogliere il materiale da costruzione per i loro nidi e ho l’impressione che spesso si fermino a guardare lo strano personaggio che cerca di maneggiare un ancora più strano strumento.
In ogni caso l’effetto pacificante è eccellente e la sonorità della veranda molto migliore dell’angolino “aspro” in cui avevo l’abitudine di suonare fino a un mese fa.

Naturalmente mi dovrei concentrare sul basso continuo, magari cercando di mettere in pratica quello che Massimo pazientemente mi ripete ogni due settimane. Dovrei sapere ormai quasi a memoria il testo di Nigel North (che foto orrenda che hanno postato su Wikipedia!) sullo stesso argomento (Continuo Playing on the Lute, Archlute and Theorbo, London and Boston: Faber Music in association with Faber & Faber,. 1987) di cui ho il lusso di possedere due copie rilegate. Infine dovrei passare molto tempo esercitandomi sui Partimenti, per non menzionare il ben noto trattato di Agostino Agazzari, etc. etc., ma quando si è presa una malattia, con il liuto francese o con la tiorba è comunque difficile guarirne.
De_Visee_Chaconne_258Il risultato è invece che sono tornato allo splendido manoscritto di Jean-Etienne Vaudry, seigneur de Saizenay e mi sono immerso nelle splendide pagine per tiorba.
Confesso che l’idea di suonare gli appunti scritti a mano (penna d’oca) da un allievo diretto di Robert de Visée ha il suo fascino, e non solo musicale.
Da qualche parte bisogna ben cominciare, e così la scelta è caduta sulla splendida Chaconne in A mi la a p. 258 del manoscritto preceduta dal Prélude a p.256
Due brani splendidi, non complessi tecnicamente, ma abbastanza ricchi da richiedere un po’ di attenzione.
Ho di fronte a me un fine settimana solitario: ho idea che la tiorba suonerà più del solito…