Chiacchiere

IMG_0137Oggi non ho voglia di indicare links a varie antiche edizioni e nemmeno di commentare posts altrui: oggi tocca alle chiacchiere domenicali.

Dopo quasi due mesi di pausa, ieri ho ripreso gli incontri con Massimo Lonardi alla SMAV: treno alle 9:26, galoppata attraverso il centro di Venezia, poi 90 minuti abbondanti di musica in solitaria e infine lezione, succosa e impegnativa come sempre.
In una breve interruzione ho anche discusso dell’opportunità di un concerto in Venezia, ora che la Fondazione Querini Stampalia non è più il nostro luogo di riferimento (Per i tagli alla cultura, un sentito grazie! NdR).
Volutamente non scrivo in questo diario dei miei alti e bassi in area professionale, ma non posso non citare una lunga pausa dalla musica: il mese di Gennaio è stato funestato da grane di vario genere che, per la prima volta dopo parecchio tempo, mi hanno di fatto impedito di avere la serenità necessaria alla musica.
La parentesi si è chiusa felicemente questa settimana, grazie anche a una fantastica serata presso H-Farm e alle interessanti conseguenze che seguiranno.

Durante la cosiddetta “pausa” non ho invece smesso di insegnare a Tommaso e a Cecilia. mio figlio Tommaso ha compiuto i suoi 13 anni con il liuto in braccio: mi sembra di poter dire che ha ricevuto in dono un bel suono “naturale” e il suo entusiasmo è contagioso. Con lui tento un’esperienza che ho ricavato dalle molte letture di questi anni e dalla stringata pagina di David Tayler: provo a immaginarmi, a ricostruire quale fosse la formazione musicale di un allievo cinquecentesco. Evito con cura espressioni come “sol minore”, etc. e mi regalo il lusso di suonare -e aiutare a suonare- uno studente che non è stato prima un chitarrista.
Tra l’altro, ieri ho incrociato a Venezia un’allieva di Massimo e proprio con lei ho avuto occasione di perorare questo metodo: mi rendo perfettamente conto che un prontuario di accordi per liuto rinascimentale sia utile, specie per una principiante, ma Perino Fiorentino ne avrebbe avuto uno?
Morale: Tommaso prende appunti sul suo quaderno e legge direttamente l’intavolatura italiana e francese. Sono trascorsi poco più di tre mesi dalla sua prima lezione con Jakob Lindberg e per il momento non molla.

Cecilia ha una bella voce a studia canto pianoforte già da qualche tempo: non ho voluto resistere alal tentazione e ho iniziato, pian piano, a farle leggere qualche chansons di Claudin de Sermisy. L’intenzione, nemmeno tanto segreta, è di riuscire in qualche tempo a ottenere che Tommaso e Cecilia possano fare un po’ di buona musica insieme.
Anche con lei il lavoro procede: ha 11 anni e certamente non posso pretendere l’intonazione e la tecnica di un’allieva maggiorenne, ma il risultato si lascia ascoltare e ha la freschezza che potevo immaginarmi da un’esecuzione estemporanea dell’edizione di Pierre Attaingnant.
Per il momento ci siamo limitati a Tant que vivray</i e Il me suffit, ma se la pazienza ci assiste spero di riuscire a studiare tutte le cinque chansons di Claudin incluse nella Très brève et familière Introduction….

Aggiungo che, come in tante altre situazioni analoghe, trasformarsi in estemporaneo maestro, tentare di trasferire a studenti giovanissimi quel poco che io stesso sono riuscito ad assorbire mi spinge ad approfondire più e meglio. E’ una bellissima esperienza, qualunque sia il livello raggiunto dai nostri sforzi.