Il destino del liutista

Esopo_liutistaGiovedì durante la pausa pranzo mi sono imbucato per pochi minuti nella biblioteca di Portogruaro: volevo dare un’occhiata in giro e magari sfogliare qualche rivista.
Scorrendo la bacheca ho notato una rivista a me ignota, Alumina, che in esergo riporta “Quando il libro era un’opera d’arte”.
Mi tuffo a sfogliarla e scopro tante splendide riproduzioni di minature da manoscritti del XV e XVI secolo: per 10 euro a numero sono di notevole qualità.
Tra gli articoli dell’ultimo numero mi colpisce particolarmente quello dedicato al ms. Spencer 50, custodito alla New York Public Library. Contiene le favole di Esopo nel testo greco e fu ordinato da Lorenzo de’ Medici per il figlio Piero che, pare, iniziava in quel periodo il proprio studio della lingua greca.
Le deliziose miniature furono eseguite da Francesco di Antonio del Chierico e dalla sua bottega.
Belle notizie, ma perché dovrebbero interessare un liutista? E’ presto detto: secondo l’uso interpretativo ancora in voga nell’Italia del Rinascimento, i personaggi sono rappresentati in situazioni sociali e culturali coeve dell’illutratore e del lettore, perciò la favola dedicata allo sfortunato suonatore di cetra (senza talento) che vien cacciato a sassate dal suo pubblico viene da Francesco illustrata con una brevissima sequenza il cui protagonista è – per l’appunto – un liutista.

Non faccio altri commenti: mi limito a includere una riproduzione dell’illustrazione per vostra personale edificazione e riflessione.

Legare i tasti del liuto

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Chi non ha mai gridato (almeno) un paio di colorite espressioni mentre tentava di sostituire i tasti del proprio liuto? E chi non ha mai rimandato la sostituzione sapendo molto bene quante parolacce avrebbe detto?

Ancora dal canale del liutaio Paolo Busato su YouTube un breve e utilissimo video che illustra come si fa, semplicemente.

Manoscritto Vaudry de Saizenay

Schermata 2010-12-05 a 20.17.07E’ passato un attimo e mi sono distratto: così è trascorso oltre un mese senza che scrivessi nulla sul mio blog. In effetti ho corso parecchio e suonato frse un poco meno del solito.
I risultato è stato immediato: ho dovuto disdire il mio primo concerto perché temevo di non essere nemmeno in Italia. Questa sera mi ritrovo a casa a eseguire da capo il programma previsto, pensando che avrei potuto provare comunque: un battesimo del fuoco di cui ho bisogno e che spero di non rimandare oltre gennaio del prossimo anno.

Al di là di ogni riflessione personale, val la pena di segnalare che un’anima pia ha realizzato che il Manoscritto Vaudry de Saizenay nell’edizione Minkoff è da lunghissimo tempo introvabile, né se ne conosce una ristampa. Per questo motivo è, almeno per il momento, scaricabile da questo indirizzo.
Secondo un contributo apparso sulla lista francofona la Biblioteca di Besançon starebbe terminandone la digitalizzazione e prometterebbe di metterlo a disposizione on-line nel gennaio del prossimo anno.
Ho anche letto che ottenerne una versione digitalizzata su CD è molto semplice: basta inviare una richiesta diretta alla detta biblioteca. Chi vi si è recato direttamente racconta di aver persino ricevuto l’autorizzazione a sfogliarlo personalmente. Brivido…
Come immagine ho tagliato la mia pagina preferita.