Hinterleuthner, Ferdinand I.: Lauthen Concert mit Violin, Bass: vnd Lauthen

Schermata 2010-09-13 a 16.57.40 Tutte le cosiddette “liste” presenti in rete rappresentano una ricchezza qualche volta sottovalutata: professionisti e dilettanti postano ogni giorno le proprie domande e risposte. Molti offrono aiuto con una gratuità che il modo “reale” sembra non conoscere quasi mai.

Oggi Andreas Schlegel, autore tra l’altro di uno splendido piccolo libro sulla storia del liuto che bisogna assolutamente avere (cliccate QUI), ha messo a disposizione la digitalizzazione dell’opera di Ferdinand Hinterleuthner: Lauthen Concert mit Violin, Bass: vnd Lauthen pubblicata a Vienna nel 1699.

L’intero volume è consultabile QUI.

E’ un periodo denso…

Davvero. Scrivo poco -meno del solito- su questo blog perché il “da fare” non manca e restringe la disponibilità del tempo alla pura musica.
Durante il periodo estivo mi sono ritirato in uno splendido comune in montagna (Baceno) dove, grazie all’enorme disponibilità degli ospitanti, ho potuto studiare indefessamente cinque ore al giorno! Non mi succedeva dai tempi del Liceo e degli studi universitari… Un paradiso!
Tornato a casa il lavoro ovviamente non permette delle tempistiche da professionista (né tale vorrei essere), ma stringo i denti e pretendo dalle mie giornata almeno due ore di musica quotidiana: lascio perdere tutte le sciocchezze cui sono (malamente) abituato: televisione, social networks e quant’altro. Scopro in fretta che il tempo c’è, ma manca lo spazio.
Abito in un piccolo appartamento che ormai somiglia a un deposito di libri e vestiti: così non si può continuare. Forse ho trovato una nuova sistemazione, ma richiederà pazienza e un notevole cambiamento di abitudini.
Nel frattempo metto insieme con molta titubanza il programma del mio concerto, da Ennemond Gaultier a Bocquet, Germain Pinel, Charles Mouton: ma come si fa a sintetizzare tutta la ricchezza di sfumature che il trascorrere del tempo ha prodotto in questa musica in trenta poverissimi minuti? Boh, soprattutto se a suonare sono io: liutista per indole e per vocazione, ma pur sempre per diletto.

Poi ci sarebbe gli splendidi duetti del manoscritto di Warsaw, RM 4135 [1-2] (Msr. Melante / Telemann?): ascoltati per una vita e letti velocemente insieme ad Antonio durante l’indimenticabile settimana di Neuburg. Aspettano di essere approfonditi e magari proposto al pubblico della Sommerakademie il prossimo anno.

Devo imparare a non vagare da un’edizione all’altra, leggendo quantità di musica (che meraviglia!), ma concerntrarmi sulle cinque / sei ore di musica che oggi costituiscono il mio repertoire?
Non sono sicuro di farcela…

E’ di ieri il mio primo tentativo di registrazione (video incluso) personale: la solita Chaconne (la n. 49 dell’edizione CNRS) di Gaultier. Risultato deprimente: il microfono incorporato nel mio MacBook Pro ha raccolto un suono aspro, graffiato e sostanzialmente non-liutistico che mi sembra proprio non essere quello che produco quando suono… Sulla lista anglosassone consigliano di acquistare un vero microfono per le proprie registrazioni e ora so perché!