Neuburg an der Donau e la 32. Sommerakademie (Ia parte)

DSC00076 Sono tornato a casa ed è tempo di fare uno sforzo di memoria e ricordare cosa è accaduto poche settimane fa.

Entrando nella bellissima cittadina di Neuburg an der Donau per la terza volta ormai ho ritrovato i luoghi familiari di ogni anno: il castello, il nostro consueto Hotel Am Fluss e naturalmente la Volkshochschule che ci viene messa a disposizione per una settimana di paradiso: musica, studio e ancora musica.
Il tempo ha fatto schifo, come sempre, anche se forse quest’anno un po’ peggio del solito, rendendo la terrazza sul Donau drell’albergo virtualmente inutilizzabile. Peraltro il fiume era così in piena che le passeggiate slitamente disponibili erano completamente sommerse: l’ultimo giorno un gruppo di militari simpaticamente ubriachi controllava che nessuno accedesse al Donau dall’accesso laterale all’albergo.
Avrei voluto poter fotografare la compagnia di soldati, stravaccati sull’argine, con una scialuppa di salvataggio e due casse di birra tenute in fresco a galla sul Donau, incastrate in altrettante camere d’aria da camion e legate con una corda alla scialuppa, ma la loro espressione non consigliava di ironizzare sul loro stato. I numerosi vuoti sparsi attorno a loro fornivano indicazioni precise su cosa avesse loro procurato l’umore canterino di cui facevano sfoggio.

La Sommerakademie ha raggiunto la sua 32. edizione ed è iniziata lunedì mattina nel consueto foyer del teatro con un accorato appello dell’Assessore alla Cultura, che ci invitava a sottoscrivere una lettera per segnalare al Ministero che la Sommerakademie non è affatto una iniziativa “regionale”, perciò non più degna di ricevere i (magri) contributi erogati nel passato.
In effetti studenti da ogni parte del mondo raggiungono Neuburg ogni anno, proprio per frequentare i migliori insegnanti di Alte Musik, insegnanti che sarebbero indisponibili altrove o semplicemente troppo costosi.
In più la cornice è favolosa, l’ambiente aperto e informale, le birrerie poco costose e il tempo… beh, per il tempo meglio lasciar perdere e portarsi vestiti autunnali.
La prima sorpresa è stato il gruppo dei liutisti con Jakob Lindberg: due studenti soli, cioè il sottoscritto e il carissimo Antonio, che già conoscevo dall’esperienza del 2008. Mezz’ora dopo ci trovavamo in una piccola aula della Volkshochschule insieme a clavicembalisti (numerosi) e cantanti (pure) e scoprivamo di dover eseguire un brano a scelta! Invero ci era stato comunicato nella lettera di apertura, ma gli habitués avevano avuto la malagrazia di non leggerla, ehm…
I primi dovevano essere i liutisti ed essendo in due non è che ci fosse bisogno di tirare a sorte. Ebbene, qualchecosa ha fatto “click!” nella mia testa e ho proposto la splendida Chaconne di Ennemond Gaultier (n° 49 nella edizione CNRS), neanche troppo male. Per primo mi sono stupito di poter, finalmente, suonare in pubblico, senza paura.
Essendo in due organizzare le lezioni e il lavoro con Jakob è stato facilissimo: prima Tu, poi io. Tutti i giorni, mattino e pomeriggio, SEMPRE. Insomma: NON AVEVO MAI STUDIATO TANTO IN VITA MIA!!
E poi c’erano le prove del prologo dall’ Orfeo di Monteverdi che Jakob aveva proposto come brano d’insieme.
Per due tapini che non avevano mai fatto basso continuo in vita loro, significava imparare tutto ciò che può essere appreso in cinque giorni: e credo che sia andata piuttosto bene. In teoria si può storcere il naso all’idea che il basso continuo dell’opera monteverdiana fosse realizzato da un liuto barocco a 11 cori (Francia/Germania, fine XVII secolo), un liuto barocco a 13 cori (Germania, inizio XVIII secolo) e un liuto pre-barocco (cioè quello di Jakob) a 10 cori (Italia, inizio XVII secolo), ma credo di aver digerito a sufficienza il principio che un musicista di “allora” avrebbe semplicemente suonato il suo strumento, senza farsi eccessivi scrupoli. E così abbiamo fatto noi, con grandissimo piacere ed entusiasmo.
Ho avuto diritto a così tante ore con Jakob che mai e poi mai avrei potuto lucrare, nemmeno in un trimestre di scuola regolare: domande, duetti (la Lachrimae Pavan di John Dowland), informazioni, accordature, controlli sugli strumenti, etc.
Mi sento in particolare di lodare la sua straordinaria disponibilità ad ascoltare tutto e intervenire in modo non intrusivo, umilmente e pacatamente, correggendo con ironia e leggerezza.

(To Be Continued…)

La solita estate liutistica…

Non ho mai seriamente provato a “postare” qualcosa sul blog tramite l’e-mail, ma il lungo silenzio stampa cui l’estate mi costringe sembra una fantastica occasione per provare.

Il caldo opprimente dei primi giorni di luglio mi aveva completamente bloccato: semplicemente non sono in grado di suonare in quelle condizioni. Magliette inzuppate di sudore, ventilatori insufficienti e il guscio dello strumento sverniciato dall’umidità: che meraviglia!

Poi la settimana a Neuburg an der Donau con Jakob Lindberg: solo due di noi e una metereologia tremenda. Morale: 8 ore al giorno di musica (minimo) e il lusso di un musicista sempre disponibile 🙂
Scriverò un post sull’argomento più’ avanti.

Ora sono in “ritiro” in uno splendido comune dell’Ossola e sfrutto il persistere del maltempo per costringermi a studiare 5 ore al giorno. Le ferie termineranno presto e così tanto tempo disponibile per il liuto sarà un ricordo fino al prossimo luglio.

Una nota conclusiva: la Tree Edition di Albert Reyermn ha pubblicato nel 2008 una raccolta di brani tratti dal Leipzig Baroque Lute Book (Leipzig Mss. II.6.24). La raccolta è molto ben fatta, il facsimile leggibilissimo e la musica deliziosa!