Viaggiare

Va bene, fa caldo: non è una novità. E io lo patisco, altra cosa nota a tutti coloro che mi conoscono, Massimo incluso 🙂
Poi è luglio e io ho il piacere di spendere un poco di tempo coi miei figli nella casa al mare, cercando di mantenere i ritmi di lavoro e di studio. Anzi, provo addirittura ad aumentare il tempo che dedico alla musica.
Il risultato è che di solito mi barrico in una stanzetta un po’ più fresca delle altre, punto un ventilatore nella mia direzione e mi appoggio stracci e straccetti da tutte le parti. Massimo mi ha messo in guardia già qualche anno fa: prima o poi mi si scolla il liuto per il sudore 😉
Tutto andava bene quando ero il felice possessore di UN liuto a 8 cori: lo piazzavo in auto insieme al resto, e via.
Qualche giorno fa David Van Ooijen scriveva:

The definition of a lute player is an instrumentalist who’s always one
instrument short.

Col tempo ho ceduto anch’io alla voluttà di pensare costantemente al prossimo strumento, e ora ne ho TRE. L’11 cori di cui scrivo spesso è la mia grande passione, e in più mi dà l’impressione di produrre musica, non solo “raspamenti di corde”, ma come si fa a lasciare a casa Dowland & C.?
In più se mi “scappa” di far soffrire Francesco da Milano o Pietro Paulo, non posso certo tirare un po’ i cori del barocco…!
E così partirò con DUE liuti. E meno male che non ho anche una tiorba e una chitarra barocca…
D’altra parte ricordo la prima volta che incontrai Jakob Lindberg a Neuburg: una Volvo di qualche anno fa stracarica di olio, vino e… strumenti. Venedo dall’Italia aveva fatto la spesa, ma il colpo d’occhio era fornito dal carico di liuti, arciliuti, etc.
Così non posso fare a meno di domandarmi come diavolo facessero i nostri “padri”: provo a immaginarmi un viaggio da Bologna a Roma (cfr. Alessandro Piccinini) su un bel carro stracarico di arciliuti. Che comodità…

Poi viene la cassetta della musica, gloriosamente acquistata all’IKEA, la scatoletta delle corde (che al calor bianco di questi giorni patiscono quasi più dei liuti), il leggio… Ma porca miseria, possibile che il povero liutista, oltre ad esser tale a causa della copia di istromenti di cui deve dotarsi, sia anche degno di una famiglia tedesca in vacanza?? Sì, intendo quelle famiglie stracariche di bagagli, su cui campeggiano il cane, il gatto e il canarino nella sua gabbietta…
E pensare che nei primi due anni da liutista prendevo regolarmente i miei aerei con il liuto, la borsa con il Mac e la valigia.

Un’ultima nota di costume: mi piacerebbe ricordarmi CHI per poter esibire il link, ma di sicuro ho visto una foto di un liutista giapponese con l’iPad appoggiato sul leggio. Con la quantità di fac-simili ormai disponibili on-line e le numerose edizioni scaricate dalla rete, mi sembra quasi un’ovvietà. Anche se resta una crasi interessante tra l’antico e il nuovo.
Io ho suonato diverse volte con il fac-simile sul Mac, ma certo che con l’iPad è un’altra cosa.

Lange Rede, kurzer Sinn, partirò con due liuti, una cassetta di musica e un sacco di altra essenziale paccottiglia nascosta nel portabagagli. Quasi quasi preferirei che mi dessero il permesso di restare a casa…