I liuti danno dipendenza…

 Ieri sera un simpatico membro della Lista anglosassone dei liutisti ha inviato un messaggio che si concludeva così:

    […] However, lutes are quite addictive, and no matter which you choose (11c or 13c), you will be longing for the other type of lute soon. You know you are a full addict when you order your theorbo. Maybe the lute societies should offer 12-step programs…

Mi sono preoccupato: ho appena contattato un liutaio per una tiorba 🙂

La Società del Liuto ha il suo sito

Con un ritardo importante causato dai miei troppi impegni, pochi giorni fa ho finalmente provveduto a registrare a nome della rinata Società del Liuto il dominio e a sottoscrivere il programma di hosting.

Il puntino sulla ragnatela da cui siamo visibili al mondo liutistico si trova dunque all’indirizzo www.SocietaDelLiuto.IT.

Il Vice-presidente della Società, Gian Luca Lastraioli, sta prendendosi cura del “tema” e della struttura stessa del sito, con grande competenza e abnegazione.

Suonare in villa

IMG00033-20100531-1539 La giornata di ieri non prometteva particolarmente bene e il Seminario di Filosofia programmato presso Villa Bombarda (ora Furlanis) a Portovecchio sembrava destinato a diventare una cosa complicata.
Invece siamo stati accolti da una giornata primaverile perfetta e io non ho potuto fare a meno di notare che il luogo si presta perfettamente al prossimo incontro della Società del Liuto!
Dopo una bellissima visita ai luoghi, al parco attraversato dal fiume e da tanti altri canali, mi sono rintanato lungo uno di questi e mi sono appollaiato con tutta la mia roba su un parapetto in pietra, più o meno coevo della musica che avrei suonato.
In un’ombra perfetta, circondato dal verde in tutte le direzioni e accompagnato dallo scorrere dell’acqua, ho “rubato” al chaos tre ore di musica. Nessuno intorno, solo qualche zanzara a caccia (NON di musica…)

Villa Bombarda è davvero un luogo speciale e la sua proprietaria di una cortesia rara: spero che la neo-rinata Società del Liuto possa approfittarne il prossimo anno, magari in giornata analogamente meravigliosa.
Sembra un’affermazione idiota (e forse lo è), ma il luogo in cui suonavo aveva un’acustica così particolare, da farmi venire la tentazione di proporre un concerto all’aperto, proprio lì, lontano dai riverberi più o meno archittetonicamente blasonati, di tante sale, chiese e sacrestie, vecchie e nuove.

Sì, lo so, la foto non c’entra un tubo, ma la “giovinetta” di Jack Russell ha contribuito a rendere il pomeriggio un momento di starordinaria leggerezza.