Prosegue l’avventura…

IMG_0046 “Hai la mano da liuto barocco”, così Massimo commentava la mia prima entrata a lezione accompagnato dallo strumento che mi è giunto nello scorso agosto.
Può anche darsi sia vero: dopo cinque anni di amoreggiamento (non troppo ricambiato, a dire il vero…) col repertorio Rinascimentale, all’improvviso mi sembra di aver smesso di essere un pesce fuor d’acqua.
Il che non vuole necessariamente dire che i due strumenti rinascimentali debbano per forza rimanere a impolverarsi (gli astucci, non loro) in cima a un armadio, anzi! Però mi fa piacere sentire della musica uscire dal mio strumento e non il fraseggio irregolare che segna il rapporto tra me e il contrappunto cinquecentesco 🙁
Ho seguito passo passo l’iniziazione estiva di Jakob Lindberg, che acquista sempre più senso man mano che lo studio procede.
Lavoro irregolarmente (ahimé…) sui brani della raccolta curata da Anthony Bailes (Tree Edition) ecerco di trarre un senso dalle composizioni più semplici di Ennemond Gautier (CNRS Editions, finché dura -ed è anche in offerta scontatissima!)

Negli ultimi dieci giorni sono inciampato su due splendide Chaconnes: una, attribuita a Johann Georg Weichenberger (+ 1740) proviene da un manoscritto conservato a Praga (Státní archív (CZ-Pa) Ms. RPI 504: grazie a Markus Lutz!), mentre la seconda da un manoscritto svedese conservato al Museo Kalmar, ma edita da Stefan Lundgren.

Proprio questo genere di musica mi ha permesso di approfittare del genio di Massimo, che non suona direttamente il liuto barocco (o liuto francese), ma preferisce frequentare il barocco italiano a partire dal suo arciliuto. Con pazienti consigli, indicazioni sulla leggerezza del tocco, l’inguaribile pedanteria che lo contraddistingue (“Scusa, Luca. Non permettere al basso di fare ‘blang’…) sta cercando di guidarmi attraverso generi musicali che richiedono ben più che un po’ di banale esercizio.

Insomma tra alti e bassi vado avanti, magari non velocemente come avevo sognato, ma avanti.
Un “tarlino” continua però a infastidirmi: mi dispiace che l’organizzazioe degli studi musicali in Italia mi impedisca qualche esame. Il vecchio ordinamento conservatoriale prevede infatti una ben determinata sequenza di esami, a differenza dell’uso accademico che si concentra più sulle materie curricolari che non sull’ordine in cui devono essere verificate. Per farla breve: non posso superare alcun esame sul Barocco se prima non mi armo di sacrosanta pazienza e mi sottopongo al fatidico “Teoria & Solfeggio” e successivamente supero il muro del programma rinascimentale.
Come dire che mi accontenterò di cercare di imparare a suonare e lascerò i gradi per la prossima volta!

Iean Paulo Paladino, Tabulature de Lutz en diverses Sortes

Schermata 2010-01-27 a 14.50.57 La consueta, utilissima segnalazione dalla lista anglosassone mette a disposizione il fac-simile dell’opera di Giovanni Paolo Paladino (o Jean Paul Paladin…) Tabulature de Lutz en diverses Sortes, stampato a Lyon, senza data.

Non mi risultano molte incisioni riguardanti la sua bellissima musica. Una in particolare misembra starordinariamente buona:

  • Iean Pavle Paladin, Tablature de Luth, Eugène Ferré, Arcana, 1993

La consiglio a tutti coloro che vogliano ascoltare un interprete davvero interessante e, almeno in Italia, poco noto.