Un’altro sabato di lezione (e a Venezia è un’altra cosa…)

SantoStefano La Scuola di Musica e Danza Antica di Venezia ha cambiato sede e da qualche settimana si trova nelle immediata vicinanze di Campo S. Stefano.
Improvvisamente libero da altri impegni di famiglia ho colto al volo l’occasione, ho confermato a Massimo che avrei potuto seguire la sua lezione e mi sono concesso lo sfrenato lusso di ben due sabati consecutivi di liuto…!

Certo, a costo di risultare completamente ridicolo confermo che a Venezia è proprio un’altra cosa… Non tanto perché si suoni automaticamente meglio nella città che un tempo ospitò “un liuto in ogni casa”, ma perché i monomaniaci come lo scrivente inevitabilmente vivono di un’intricata rete di sottili riferimenti.
Suoniamo il liuto perché “è lo strumento più bello del mondo” (Massimo dixit) e siamo disperatamente (vale a dire senza speranza) legati agli aspetti estetici che della “nostra” musica fanno parte.
E suonare il liuto a Venezia è davvero un’altra cosa…!
Del pellegrinaggio a Campo Santo Stefano avevo già avuto modo di scrivere lo scorso anno, senza immaginare che sarebbe diventato una destinazione abituale con il trasferimento del nostro gruppo dalla Chiesa di San Salvador (della quale per anni siamo stati ospiti) ai nuovi locali.
Ed è splendido avere il piacere – tutto interiore :-)) – di infilarsi brevemente nel Bacaro “Da Fiore” per un cichèto, bere un paio di bicchieri di turbolino novello (almeno credo si chiami così…) e poi dedicarsi a un’intensa lezione di liuto barocco.
Bellissima lezione, ricchissima di ottimi consigli sull’interpretazione degli abbellimenti nella musica francese, in particolare (nel mio caso) in Ennemond Gautier.
All’uscita dalla lezione trascorro qualche minuto nella Chiesa di Santo Stefano e poi mi lascio attrarre dallo splendido negozio di carte di Alberto Valese Ebrù, in cui non è materialmente possibile non acquistare qualche stampa e magari un paio delle splendide carte da legatoria in esposizione.
Aggiungo che il proprietario non solo ha un gusto invidiabile e una professionalità assolutamente fuori dall’ordinario, ma rientra a farci visitare il suo negozio proprio nell’istante in cui ha deciso di concedersi un caffé al bar all’angolo. Non accade proprio sempre sempre, in particolare a Venezia…

Una giornata speciale, una lezione veramente appassionante e una nuova parte di Venezia da imparare a conoscere. Rientro a casa nel chaos dell’annuale Fiera di S. Andrea di Portogruaro stanchissimo, ma felice.

Esaias Reusner, Hundert geistliche Melodien Evangelischer Lieder, 1676(?)

Schermata 2009-11-24 a 15.40.08 Il liutista tedesco Esaias Reusner è considerato un elemento di primaria importanza nella storia della musica per liuto barocco: enfant prodige (allievo di suo padre Esaias), poi di liutisti francesi (rimasti sconosciuti) è il primo a introdurre in Germania lo stile delle composizioni liutistiche della Francia del XVII secolo e ad influenzare significativamente isuoi successori.

Ciò che non sapevo assolutamente (ignoranza crassa da parte mia) è che avesse composto e pubblicato (nel 1676 o 1678) un testo di canti evangelici trascritti magistralmente per liuto barocco a 11 cori.
Un liutista tedesco della lista BAROQUE-LUTE lo ha gentilmente messo a disposizione in fac-simile e io mi sono sentito autorizzato a fare lo stesso, prima che il link scompaia nel cyberspazio da cui è giunto.
Gli interessati possono perciò scaricare le Hundert geistliche Melodien Evangelischer Lieder da QUI.

Lezione di liuto barocco

Un breve post: sono appena tornato dalla mia prima lezione personale con Jakob Lindberg. Un’ottima esperienza -non che ne dubitassi 😉
Ci eravamo dati appuntamento a Pordenone dallo scorso Agosto, quando avevo partecipato alla sua tradizionale Masterclass alla Sommerakademie di Neuburg an der Donau.

Di questo lungo incontro personale, calmo e misurato, cerco disperatamente di ricordare i tantissimi consigli ricevuti suonando insieme (90 minuti!) la raccolta edita da Anthony Bailes, 32 Easy Pieces for Baroque Lute pubblicata da Tree Edition e l’invito a studiare il Manuscrit Barbe pubblicato in fac-simile dalle Editions Minkoff.

Questa sera il concerto, interamente dedicato a Sylvius Leopold Weiss.

La prossima lezione sarà a Stockolm, finanze permettendo 😉

Una bellissima sopresa a Trieste

Montagna_1 È una giornata piuttosto grigia e triste: non l’ideale per un veloce passaggio a Trieste. Speravo sinceramente in una tregua che mi mi regalasse una splendida vista del golfo, ma novembre -e giustamente- non è il mese adatto per godersi il mare.

Dovevo fare un veloce sopralluogo al Museo Sartorio per valutare se la sala a disposizione potesse essere utilizzata per un importante evento. Di umore grigio come il tempo entro nel museo (veramente un bellissimo restauro, complimenti) e… resto quasi senza fiato. Sulla parete sinistra della cappella che precede la sala che devo verificare c’è un quadro, chiarissimamente cinquecentesco, in cui campeggia un bel liuto a sei cori!

Mi fermo, mi avvicino, nessun allarme si mette a suonare e posso concentrarmi a piacere: davvero una sorpresa particolare. La Madonna in trono con Bambino e angeli musicanti è attribuita a Benedetto, figlio del celeberrimo Bartolomeo Montagna, dipinta negli 1535-1540.
Tutti i liutisti conoscono la sua pala esposta alla Pinacoteca di Brera alla base della quale si trovano due bellissimi angeli con liuti.

Montagna_2

Le mie fotografie, fatte al volo con l’iPhone prima che qualcuno mi apostrofasse con il consueto “no se pol”, non sono certamente all’altezza dell’opera, ma sufficienti a comunicare la sorpresa di trovare una testimonianza così familiare in un luogo inaspettato: il raggio di sole necessario a illuminare una giornata del più standard grigiore triestino.

I bordoni di Vincenzo Pinti

Schermata 2009-11-17 a 15.13.56 Dalla Francia un liutista segnala il riferimento e io non so resistere: il testo è davvero troppo "ghiotto" per essere ignorato!

Trajano Boccalini, De' Ragguagli di Parnaso, Amsterdam MDC LXIX

Alle pagg. 47-48 c'è il nostro passo:

Ragguaglio XII

Nella dieta generale de' letterati intimata da Apollo in Elicona, Sua Maestà contro l'aspettazione di ognuno decreta l'eternità al nome di Vincenzo Pinti, nella corte di Roma detto il Cavalier del Liuto.

Sono già passati quattro mesi che Apollo per gli otto del corrente fece intimar la general dieta dei letterati in Elicona, ove al tempo determinato essendo comparsi i prencipi poeti, la nobiltà e i deputati delle universitadi virtuose, la mattina per tempo tutti si congregarono nella gran sala, dove sotto l'ombrella dell'eternità nel suo lucentissimo trono sedette Sua Maestà in mezzo alle serenissime muse. E perché Apollo negli editti che avea pubblicati della dieta, aveva specificato ch'egli la chiamava per dar l'eternità al nome di un virtuoso che avrebbe proposto, vari furono i discorsi dei letterati sopra il soggetto che doveva esser nominato; ma la più comune opinione si ristringeva nel letteratissimo Giusto Lipsio, uomo fiammingo, gli scritti lucubratissimi del quale tanta fragranza rendevano in Parnaso, che in tutti i virtuosi avevano destata più tosto rabbia di divorarli che appetito di gustarli. Altri dicevano che doveva determinarvisi la pubblica entrata, l'audienza nella sala regia e poi l'eternità al famosissimo nome dell'illustrissimo e virtuosissimo cardinal Serafino Olivieri, prencipe de' letterati moderni, il quale ultimamente essendo giunto ai confini di questo stato di Parnaso, con insolite dimostrazioni di onore fu incontrato dalla maggior parte de' virtuosi, i quali grandemente rimasero maravigliati che un uomo, che per tutti gli anni della sua vita era stato occupato nel laborioso carico della Rota romana, avesse potuto acquistar esattissima cognizione della teologia e della filosofia, che fusse il primo giureconsulto dell'età sua, sommo mattematico, valente astrologo, e così li fusse familiare la lingua greca come la latina: faceva il miracolo maggiore l'essersi saputo che un prelato pieno di tante scienze, colmo di tante virtudi, era morto scolare: poiché parendoli di saper poco, nell'età sua ottuagenaria si era posto ad imparare la lingua arabica. Accresceva la riputazione di così nobile personaggio la famosissima sua biblioteca, che egli aveva portata seco: per questo nobilissima, che aveva il padrone più dotto de' libri di lei, tutti così esattamente bene studiati, che erano consumati dagli occhi di quel letteratissimo signore. Mentre dunque il venerando collegio de' virtuosi stava aspettando che la nominazione cadesse in uno dei due tanto famosi soggetti che si sono nominati, Apollo propose Vincenzo Pinti, per l'eccellenza con la quale suona quell'istrumento, nella corte di Roma "detto il cavalier del liuto". Talmente per la viltà del soggetto rimasero storditi i letterati, che con umilissima instanza fecero saper a Sua Maestà ch'essi di buonissima voglia avrebbono eseguito quanto egli comandava; ma che solo li ricordavano che il suo fidelissimo collegio de' virtuosi con mal animo nel suo numero ammetteva un citaredo. A questa instanza rispose Apollo ch'egli aveva antiveduta la presente maraviglia del collegio: che nondimeno di buon animo decretassero l'immortalità al cavaliere, poiché sapea di comandar cosa necessaria, ancorché loro paresse strana. Per secreto scrutinio dunque fu vinto il partito, e favoritissimamente decretata l'eternità al nome del cavalier del liuto; il quale incontanente dai maestri delle cerimonie pegasee fu introdotto nel collegio de' virtuosi. Disse allora Apollo al cavaliere: — Voi, Vincenzo, siete il primo della vostra professione che sia stato ammesso in questo letterato collegio: dignità solo riserbata a quelli che co' perpetui sudori loro hanno fatto acquisto delle buone lettere; ma la necessità che oggi si ha della persona vostra, ci ha violentati a far questa risoluzione. Insegnate dunque ai prencipi e a' privati l'arte necessarissima d'accordar i liuti, nella quale molti sono tanto ignoranti, che per troppo tirar le corde le strappano; e sopra tutti caramente vi sieno raccomandati certi cervellacci bizzarri, che so che sicuramente vi capitaranno nelle mani, i quali, essendosi ostinati in voler che i bordoni facciano l'ufficio dei canti, tanto gli stirano, che tuttoché sieno corde molto grosse, le rompono nondimeno, e mandano in fracasso i liuti.

Non credo ci sia bisogno di aggiungere che il corsivo è mio 🙂

Il testo in forma digitale proviene da Biblioteca Italiana, progetto dell'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma.

Jon R. Snyder, L’estetica del Barocco

Estetica_Barocco Non sono riuscito ad avvicinarmi al Barocco senza mettere in questione la mia formazione sull'estetica del periodo: la storia della letteratura e quella della filosofia tendono a sorvolare elegantemente il '600, con poche informazioni su Giovan Battista Marino, reo di essere di non leggerissima lettura, e sui suoi epigoni.
Da torinese di nascita il Barocco non è ovviamente un'esperienza nuova: sono cresciuto assaporando i tanti Palazzi della città, il Castello del Valentino e ascoltando ore ed ore di musica Barocca dalla catena audio di mio padre, assiduo frequentatore in pectore del Barocco veneziano e tedesco.
L'impressione è di avere un'idea relativamente chiara di quali siano le linee guida del '600, cosa portino nell'anima i suoi autori (e autrici) e -naturalmente- a cosa facciano riferimento gli insopportabili nastri e sete che abbondano nei ritratti dei musicisti che ci hanno preceduto.
Ma non basta aver riflettuto su una (o tante?) facciate, torinesi o romane o ancora splendidamente veneziane, amato l'Estasi di santa Teresa del Cavalier Bernino, specie dopo aver cominciato a leggere le dotte introduzioni dei volumi che il CNRS francese dedica ai liutisti.

Dopo una veloce ricerca bibliografica ho scelto il libretto di Jon R. Snyder, L'estetica del Barocco, Il Mulino, Bologna 2005.

Nella collana davvero molto bella curata da Remo Bodei per l'editrice Il Mulino e significativamente intitolata "Lessico dell'Estetica" sono disponibili altri testi che, in una trattazione affrontabile anche da non specialisti, mi sembrano di particolare utilità al musicista per inserirsi in un alveo interpretativo coerente con le altre discipline dell'arte.

Un bellissimo libro, agile e informato, da leggere e rileggere.

Le Villanelle alla Napolitana

IMG_0009 Nell’ambito della III Rassegna di Perle a Pordenone, organizzata dall’Associazione Antiqua, si è svolto sabato sera il concerto a tema “L’orecchio di Galileo”, cui partecipavano Renata Fusco, Massimo Lonardi e Maurizio Piantelli.
Oltre alla bellissima musica, eccezionali le Villanelle alla Napolitana anche grazie (ma non solo, ovviamente) alla presenza scenica della cantante.
Non è mia intenzione dare a questi appunti la valenza di una recensione, ma Vi invito a riascoltare il CD, con lo stesso titolo, pubblicato dalla rivista Amadeus nel 2006 e registrato da questi medesimi interpreti nella formazione numericamente più ampia nota come Conserto Vago.
Attenzione a non confondere queste villanelle con la musica popolare: senza giudizi di sorta, molto di più si nasconde dietro la loro identitá così particolare. Gli ottimi articoli inclusi nel Supplemento 12/2006 di Amadeus sono particolarmente dedicati alla soluzione del problema intricato che questi brani presentano.

Un grazie di cuore a Gian Paolo Fagotto che organizza con professionalità e passione l’appuntamento di Perle.

Una piazzetta da colpo al cuore: Vigolzone

IMG_0003 Non c’entra nulla col liuto, questa volta almeno. Avevo il barocco in auto, ma il tempo umido e brumoso mi ha impedito di sedermi un momento a suonare in una cornice da colpo di fulmine.
In più ero da solo, dunque nessuna fotografia da liutista monomaniaco immerso nella consueta coreografia d’altri tempi: peccato!
Il luogo è un piccolo comune a pochi kilometri da Piacenza: Vigolzone, sede di uno spettacolare castello la cui costruzione iniziò nel lontano 1330 ad opera di Bernardone Anguissola.
Il castello è proprietà privata, dunque solo intuibile dalla piazzetta antistante, anch’essa bellissima, circondata da antiche case di sasso e illuminata da pochi lampioni.
Insomma, un colpo al cuore (almeno per me): valeva una sosta molto più lunga per assaporare qualche ora di ottima musica seduto sulla panchina antistante la cancellata.