Cesare Negri, Nuove inventioni di balli, Milano 1604

Immagine 1Sull’eccezionale sito Scribd conviene inserire la parola “lute” come chiave di ricerca: si scoprono tantissime cose di grande interesse.
Tra queste segnalo il fac-simile dell’opera di Cesare Negri, Nuove inventioni di balli, che potete consultare o scaricare da qui.

Ricordo a tutti gli appassionati che l’intavolatura di liuto del noto balletto “Bianco Fiore” si trova a p. 147 della stessa opera.

Francesco e io

Raffaello Sanzio, Studio di un giovane liutista, Biblioteca Relare di TorinoPrigioniero del mio eterno nomadismo tra Portogruaro e Torino, mi trovo costretto a selezionare con estrema cura la biblioteca che può seguirmi nei miei spostamenti: cinque, sei libri di intavolature al massimo. Già appaio ridicolo ai più per il quantitativo di bagaglio al seguito e non tengo particolarmente a caricarmi oltre.

Il nuovo 6 cori ha focalizzato ulteriormente i miei (facili) entusiasmi, fornendomi l’opportunità di non guardare molto oltre il repertorio che desideravo.
La copia del Ness reperita lo scorso anno su eBay è diventata parte integrante della mia borsa della musica, fino a diventarne la componente principale.
E così è iniziata l’immersione totale nel repertorio di Francesco, fascinazione da cui non riesco ad emergere. Un ricercare dopo l’altro, la sua musica merita sicuramente l’iperbolico appellativo di “Divino”, elargitogli da più di un contemporaneo.
Vi segnalo la nuova pagina che Martin Shepherd
dedica a Francesco Canova da Milano e in particolare i riferimenti alle opere a lui attribuibili nel Manoscritto di Siena (il riferimento è alle note che Richard Falkenstein ha scritto nell’allegato all’interpetazione di Jacob Heringman).

Vorrei poter finalmente citare l’edizione della biografia scritta dall’eruditissimo Franco Pavan, ma la sua Tesi di Laurea circola unicamente in fotocopia. Sono particolarmente grato a Massimo Lonardi per avermi messo a disposizione (a tempo di fatto indeterminato) la sua copia.

Preso nei miei infantili entusiasmi ho anche particolarmente apprezzato (e riletto più e più volte) l’articolo di Maria Grazia Carlone pubblicato sul Vol. XXXIV del Journal of the Lute Society of America”, intitolato “A Trip to Venice in 1530 by Francesco da Milano”.

In conclusione passo la maggior parte del mio (poco) tempo di liutista su Francesco, cercando passo dopo passo una via d’uscita nel laberinto dei suoi contrappunti, ipnotizzato dalla straordinaria grazia della sua musica.
Perfettamente cosciente dei miei modesti risultati, non sembra tuttavia possibile ripiegare su un autore meno complesso, per lo meno finché continuerà questa impossibile fascinazione.