Michael Lowe, liutaio.

Ho appena avuto l’occasione di parlare al telefono con Michael Lowe, che tutti conosciamo (almeno credo).
Jakob Lindberg mi aveva accennato l’intenzione di Lowe di costruire uno strumento “on spec“, cioè non legato a un ordine particolare. Purtroppo (come sempre), anche in questo caso un’altra persona è stata più veloce di me.
Lowe costruirà in futuro il modello del guscio del liuto di Sixtus Rauwolf, oggi in possesso dello stesso Jakob Lindberg. Mi informerà qundo il modello sarà pronto.
Davvero una persona gentilissima e molto disponibile. Peccato che la lista d’attesa sia al momento di dodici anni!

Agli interessati ricordo l’intervista che Giorgio Ferraris ha publicato sulla rivista “Il Fronimo” nel 2002.

Una tesi su Santino Garsi da Parma

Ms40153Per quanto mi è dato sapere, non sono poi così le ricerche relative a Santino Garsi, liutista attivo alla corte dei Farnese e musicista della Marchesa di Sala, Barbara Sanvitale nata Sanseverino, come ricorda Arthur J. Ness in questa e-mail.
Le sue opere sono sparse tra vari manoscritti, per molti anni malamente dispersi.
Una e-mail sulla solita lista e il flusso di risposte che ne è derivato mi hanno smosso a riprendere una ricerca che mi aveva già impegnato senza successo un paio di anni fa.
Ma questa volta il risultato è differente: una tesi di laurea è stata recentemente pubblicata da Paolo Schianchi e può essere consultata almeno in parte qui.
Non ho potuto ancora sfogliarla completamente, ma l’indice promette un lavoro esteso di ricerca sull’autore e sulle numerose fonti manoscritte.

In attesa di poterla leggere per intero, potete comunque far riferimento alle trascrizioni interpretative di Arto Wikla, che ha dato inizio con la sua e-mail alla mia ricerca.

Aggiornamento
L’autore mi ha gentilmente segnalato che il volume dedicato a Garsi può essere acquistato qui.

I Liuti di John Dowland

Prima di tutto segnalo l’interessante sito che Rob MacKillop ha dedicato a John Dowland, liutista e compositore.

In particolar modo vi ricordo il breve saggio -davvero suggestivo- di Martin Shepherd, liutaio e liutista, alla questione degli strumenti utilizzati per l’interpretazione della letteratura liutistica attribuita a Dowland: Dowland’s Lutes.

Non dimenticate di salvare il sito tra i preferiti e di scorrere l’elenco degli altri brevi saggi a disposizione.

Un (raro) video su un liutaio

PettyDopo l’orrida esperienza con un liuto di produzione terzomondiale, alcuni anni fa andavo in cerca sulla rete del mio primo, vero strumento.
Il caso voleva che leggessi l’annuncio di una liutista che dagli USA vendeva un liuto a 8 cori, copia dallo strumento di Hieber realizzata da Jason Petty.
Il liuto purtroppo arrivò in Italia con una doga rotta, probabilmente anche grazie al poverissimo imballaggio che la liutista aveva previsto.
La prima riparazione fu portata a termine da Giuseppe Tumiati, ma non durò più di un mese circa. Così mi vidi costretto a contattare direttamente Jason, approfittando anche del fatto che lo strumento aveva già qualche anno e necessitava che i piroli venissero completamente sostituiti.
Jason fu gentilissimo e per una cifra (quasi) modica riparò perfettamente lo strumento e sostituì tutti i piroli (lavoro non semplice).
Poco dopo rivendevo (scioccamente) lo strumento a un altro liutista, senza aver più occasione di entrare in contatto con Jason Petty.
Solo oggi ho trovato un breve video girato da Core77 nello studio di Jason a Brooklyn.
Nella sua semplicità è una delle migliori presentazioni di un liutaio che io abbia visto finora, se non fosse per il paio di terribili secondi di musica country che aprono e chiudono il video: magari si sarebbero potuti vantaggiosamente sostituire con il suono del liuto…

Languir me fault

Languir me faultOgni tanto mi capita di ascoltare un disco che mi colpisce particolarmente, al punto da volerne scrivere.
E’ appena successo con Languir me fault, intrepretato dai bravissimi Emanuela Galli, Gabriele Palomba e Franco Pavan e pubblicato dalla E Lucevan Le Stelle, ormai già tre anni fa.

Sarà perché sono appena tornato dall’Atelier “Canzona” che si è tenuto presso la Trossingen Musikhochschule e che mi ha costretto a concentrarmi più del solito sul tema della musica vocale con liuto, o sarà piuttosto per la gradevolissima interpretazione dei musicisti e per la scelta del repertorio particolarmente felice che mi sento di invitarvi a cercare questo disco ed ascoltarlo con estrema attenzione.

Il booklet può essere facilmente scaricato da qui per documentarsi ancor meglio sul programma.

La foto di un liuto è una cosa, il suono un’altra…

Moto_0060Sembra una banalità, ma purtroppo mi ci è voluto parecchio tempo per imparare quello che ogni singolo liutista (professionista) mi è andato ripetendo negli ultimi tre anni: non si può comperare un liuto da una foto.
Per fortuna non l’ho fatto, visto che la foto sembra particolarmente bella.
In un post di qualche settimana fa segnalavo che sarei andato a provare questo liuto, visto che mi sarei trovato nelle vicinanze per motivi di lavoro.
Ho anche mostrato le foto a Jakob Lindberg durante il nostro viaggio in auto da Torino a Trossingen e lui mi ha immediatamente fatto notare che la forma non lo convinceva granché.

Ora posso serenamente dire che avevano tutti ragione, anche Jakob 🙂
Il liuto è molto più bello in fotografia che quando lo si ha tra le mani. Nonostante sia piacevolissimamente leggero, è purtroppo rifinito in modo più che frettoloso, possiede un volume di suono limitato ed inaccettabilmente povero sulle frequenze basse.

Peccato, però. Ho tenuto la sua foto sul mio iPhone per ben due mesi.