Festival Europeo di Musica Antica della Provincia di Alessandria

Con colpevole ritardo segnalo a tutti gli appassionati che a partire dal 15 Giugno e fino al 19 Settembre avranno luogo alcuni concerti nell'ambito della V Edizione del festival Europeo di Musica Antica della Provincia di Alessandria, dal titolo "Tasta de Corde – Suggestioni barocche per strumenti a corde".

Tra i numerosi artisti coinvolti sono presenti il M° Ugo Nastrucci e il M° Massimo Marchese, Direttore Artistico del Festival.
La locandina è disponibile qui per lo scaricamento.

Perché deve succedere ogni volta?? [Breve sfogo personale]

Sulla pagina di vendita della Societé Française de Luth compare un annuncio concernente un liuto barocco di un famoso liutaio inglese, in vendita a un prezzo relativamente basso data l'età.

Mi interesso presso il venditore e mi faccio inviare qualche foto. Purtroppo quella del guscio dello strumento è un bel po' fuori fuoco e non mostra bene se lo strumento sia malconcio. E' ovvio che data la distanza del venditore non è opportuno parlare di provare lo strumento: il liutaio è un nome e si può rischiare un viaggio per comperare lo strumento, pagandolo in contanti e trasportandolo di persona.

Però: chiedo qualche foto in più del guscio. Ma il venditore (che caso!) ha problemi con il PC e non riesce a inviare altre foto. Promette, ma non mantiene.

Assicura però che non c'è fretta, ci sarebbero sì altri acquirenti interessati, ma non vuole esercitare pressioni data la bellezza dello strumento.

All'improvviso mi scrive per dirmi che sarebbe disponibile a volare fino a Venezia di persona. Certo che vendere nel suo paese gli sarebbe più comodo. Poi domenica io gli propongo di volare io subito da lui, pagarlo e prendere lo strumento.

E all'improvviso compare un acquirente che pagherebbe entro giovedì. Se giovedì non va, ALLORA posso averlo io.

"Eh no", mi dico. E gli scrivo immediatamente (sono in montagna a spasso, ma mi incavolo talmente che uso il BlackBerry) che mi sono seccato, che per primo ho domandato del suo liuto in vendita e che mi ero fidato della sua affermazione di non voler esercitare pressioni. Che si tenga il suo cliente locale ed eventualmente il suo liuto ventennale! 🙁

Un consiglio: comperare un liuto "al buio" non è come acquistare un CD su eBay!

Cari venditori, piantatela di cercare di ottenere il denaro il più in fretta possibile. Io non so se il venditore in questione avesse davvero un'altra offerta, ma è SICURO che se l'altro offerente non dovesse mantenere la parola data, la frittata sarà completa.

Acquistare uno strumento è un processo che coinvolge prove, riflessioni e una cospicua somma di denaro: chi vuole realizzare in tre giorni forse farebbe meglio a rivolgersi a un Banco dei Pegni.

Comunque ho imparato una cosa: mi sono stancato di leggere gli annunci di vendita degli strumenti usati 🙁

Una visita a Stephen Barber & Sandi Harris, liutai in London

Giovedì all'ora di pranzo con un sole splendido ho preso il (costosisssimo) treno da Chippenham per raggiungere la stazione di London Paddington. Da lì in poco più di venti minuti di metropolitana (tube) e due soli cambi sono arrivato alla stazione di Kennington. Dieci minuti a piedi, con un valigione tremendo, e felicemente raggiungevo il piccolo laboratorio di Stephen Barber & Sandi Harris in un delizioso antico cortiletto di una piccola costruzione londinese.
Mi sono trattenuto almeno quattro ore, trascorse per la metà a spettegolare sul mondo della liuteria e per metà più o meno in Paradiso.
Stephen & Sandi conservano con cura un ricco assortimento di liuti rinascimentali a sei cori ispirati al ben noto strumento che Georg GerleGeorg Gerle, ca. 1550
costruì a Innsbruck e al liuto veneziano di Magno dieffopruchar (sic) di Venezia, entrambi databili verso la metà del XVI secolo.

Diversamente da altri liutai ho potuto trattenermi a suonare tutti gli strumenti molto, molto a lungo, tranquillamente sistemato in un angolo del loro laboratorio di fronte a un delizioso leggio francese di cui spero di poter raccontare a breve, se Stephen si ricorderà di inviarmi il numero di telefono del costruttore.

Il Gerle è risultato definitivamente troppo "corto" per me con i suoi 60 cm di diapason, mentre i cinque dieffopruchar mi hanno permesso di vagare a piacere tra timbriche diversissime, sempre potenti e squillanti.

Nell'ultima ora ho ripercorso il mio poverissimo repertorio di studente sull'ultimo dieffopruchar, costruito in un legno dal peso specifico simile all'ebano, ma dal colore inconfondibilmente rosa! Si tratta della Berchemia zeyheri,  in inglese Pink Ivory.

Copie di Gerle e dieffopruchar
Lo strumento (nella foto è quello in basso) risultava leggermente più pesante, ma con una timbrica straordinariamente aperta e parlante. E' stato davvero molto, molto difficile non uscire dal loro laboratorio portandoselo direttamente via.

Negli anni Stephen & Sandi hanno sperimentato piccole variazioni alla larghezza del manico, che nel dieffopruchar originale sono davvero proibitive, almeno per me. Un manico stretto e fortemente arcuato che costringe la mia mano a posizioni davvero scomode. E' immediato domandarsi perché non farlo giusto un poco più largo e la risposta non si è fatta attendere: perché no?
Ogni musicista è libero di esprimere i propri gusti in materia, senza che una comprensione dogmatica delle misure di un unico strumento decreti che così e solo così è permesso.

Mentre così dottamente disquisivamo, Stephen mi domanda se alla fin fine ho mai visto i disegni del dieffopruchar che lui ha rilevato e diligentissimamente eseguito circa trent'anni fa. Alla mia risposta negativa esibisce un rotolo ormai ingiallito in formato A0 e mi mostra con orgoglio una serie di affascinanti rilievi dello strumento in questione: nessun dubbio è possibile, il manico è stretto all'inverosimile e arcuato in modo estremamente marcato. Ci perdiamo in riflessioni su quanto sovente i quadri del primo Cinquecento mostrino il pollice della mano sinistra che fa capolino al di sopra della tastiera. Non c'è che dire: in quella posizione il manico così a parabola è comodo. Hmmmm…

Frei-8c
Sotto un tavolino, pronto per essere venduto c'era poi un otto cori molto simile a quello che io ho acquistato nel gennaio del 2006, ma (ahimé) persino più bello e (forse) con una timbrica leggermente più dolce. Il liutista che deciderà di acquistarlo fa decisamente un'ottima scelta.

La visita si è conclusa con una breve cena in un ristorante indiano nelle vicinanze e un inevitabile ritorno nel loro laboratorio per un altro po' di musica. Alle dieci e mezza di sera, stremato e felicissimo, ripartivo verso il centro di Londra in metropolitana.

Vado a dormire dopo mezzanotte con l'impressione duratura di un pomeriggio unico, che sicuramente valeva la pena dei Km spesi e di un rientro ritardato a case.