Un liuto di Zuane Hieber, ca. 1580

BruxellesVagando sulla rete ho trovato questa foto del liuto a 7 cori di Zuane (Giovanni) Hieber custodito al Musée des Instruments de Musique di Bruxelles con il codice MI561 e datato 1580.

E’ un modello strautilizzato, anche io ne ho avuto uno di Jason Petty, con delle proporzioni fortunatissime, a mio parere. Confesso che un po’ lo rimpiango e spesso accarezzo l’idea di farmene costruire un altro.

Piccolo, rotondo come quasi tutti gli strumenti di area veneta e ben suonante. Poche doghe, perché costasse poco. Forse è uno dei pochissimi esempi rimasti di quei liuti che erano diffusi in ogni casa e che rarissimamente sono arrivati fino a noi.

John Sturt – Prelude e Allmayne

Dario Pivato, editore delle opere di Anthony Holborne di cui ho parlato qui, mi ha messo amicalmente a disposizione la trascrizione di due brani di John Sturt, dal ms. 38539 presso la British Library di Londra. Il manoscritto in questione è più spesso citato come M. L. Lute Book ed è attualmente datato attorno al 1610.
Ho aggiunto un link al capitolo della bellissima tesi di Julia Craig-McFeely, English Lute Manuscripts and Scribes 1530-1630, in cui tratta dell’ M. L. Lute Book per tutti coloro che volessero saperne qualcosina in più 😉

I due brani, A Prelude e Allmayne sono decisamente interessanti e suonano benissimo su un liuto a 7 cori.

Ringrazio ancora di cuore Dario per la cortesia nel mettere a disposizione la trascrizione per il mio blog!

La tensione dell’attendere…

Lavoro spesso presso un cliente di grandi dimensioni il cui stabilimento principale si trova a pochissimi chilometri dal laboratorio di un noto liutaio tedesco, Hendrik Hasenfuss.
Il progetto che sto seguendo in questo periodo sarebbe dovuto terminare verso la fine di Maggio 2008.
Avendo io ordinato proprio a lui la famigerata copia del Tielke del 1696 di cui avete già letto ad nauseam (per cui mi risparmio il link) nel lontano agosto 2006, ho nutrito l’illusione di poterlo ritirare di persona, prima della fine della mia attività in questa bella zona della Germania.
Attendo fiducioso 😉

Liuti piccoli, medi & grandi

Luth_murphyOgni tanto un brano specifico, una danza, un ricercare sembra imporsi e pretendere di essere suonato su un registro più acuto, o più basso. E così, anche l’amatore non-evoluto che io sono sente rodersi dentro la curiosità filologica: ma come sarebbe stato su un liuto in la, per esempio? O su uno in mi?
Spesso confesso che la domanda nasce più da problemi di postura, di cui ho già avuto modo di scrivere.
Negli scorsi giorni però, prima di una lezione particolarmente fortunata, tutta spesa su Spinacino, la perversa curiosità relativo al timbro di un liuto in la è andata crescendo.
Ecco il perché delle foto di uno splendido liuto in la di Stephen Murphy che è tutt’ora in vendita.
Certo, il problema delle dimensioni non è da sottovalutare, ma la domanda vera è: ma come suonerà lo splendido Ricercare del Libro I di Spinacino su questo strumento?

Subito dopo aver fantasticato intorno al timbro del 6 cori in la, si riaffaccia la curiosità nei confronti di un liuto più grande, con più aria, in mi come quello del bolognese (si fa per dire…) Laux Maler cui si è ispirato Martin Shepherd per questo suo splendido strumento.

Ça va sans dire che mi terrò la curiosità, almeno per il momento 😉