Michelagnolo Galilei, Il primo libro d’Intavolatvra di Livto

B0012376Provocato da una domanda comparsa sulla lista italiana, ho cercato e trovato una versione un po’ scomoda del testo di Michelagnolo Galilei, fratello del ben più noto Galileo Galilei.

Lo splendido sito web di Alain Veylit, Musick’s handmade offre moltissime intavolature, alcune delle quali ho giá citato in passato, nonché numerosi files nei formati dei più noti softwares per liutisti.

Per consultare la copia fotografica del volume di Michelagnolo Galilei bisogna di fatto scaricarsi una per una le fotografie delle singole pagine, informato JPEG. lavoro un po’ lunghetto, ma remunerativo.

Andate perciò sul sito di Alain Veylit all’indirizzo http://josquin.musickshandmade.com/pub/facsimiles/index/, aggiungete un filtro per autore selezionando “Add filter: Author”. Una volta comparsa la finestrella di selezione vicino a “Author” ricordatevi di selezionare “contains” al posto di “is”, poi digitate “Galilei” e infine cliccate su “Update”.
Comparirà una lista di tutte le pagine dell’opera. Cliccate sull’icona dell’intavolatura che compare nella colonna “Image” per visualizzare ogni singola pagina.

Con una buona stampante laser potete stampare le pagine una per una e ottenere un fac-simile davvero interessante.

Buon lavoro 🙂

Catherine Liddell, La belle voilée

BellevoileLa solita lista anglosassone ha citato questo CD, ormai di qualche anno fa, per l’interessante e suggestiva introduzione di Catherine Liddell alla musica barocca francese per liuto.
Seguendo l’indicazione sono riuscito a ottenerne una copia da un rivenditore tedesco in pochi giorni e confermo l’altissima qualità dell’interpretazione (anche se in questo caso la registrazione non è magistrale), e il testo davvero molto bello contenuto nel pieghevole allegato al CD.

Contatterò Catherine Liddell a breve per chiederle se mi permette di tradurre e pubblicare sul blog questo testo, davvero notevole.

Se riuscite a trovare il disco, inseritelo in ogni caso nella vostra discografia sul barocco francese. Un piacevolissimo ascolto.

Eduardo Egüez, Le Maître du Roy

51b8dme4rbl_ss500_Segnalo un CD che in questi giorni ha accompagnato tutti i miei viaggi, senza che riuscissi a smettere di ascoltarlo. Non è l’unico: dovrei citarne molti altri.
Tuttavia proprio questa settimana la mia preferenza personale cade sulla splendida registrazione che Eduardo Egüez ha dedicato, ormai nel 2003, a Robert de Visée, includendo brani per liuto barocco, per tiorba “des pièces” e per chitarra barocca.
La malinconia sottile che segna l’opera di de Visée è resa con delicatezza e senza tentativi di ridurne la profondità.

Nota a margine: la registrazione a cura dell’etichetta giapponese MA Recordings è assolutamente straordinaria, di qualità audiophile, come raramente succede con le registrazioni concernenti questo genere di musica, in particolare solistica.

Bellissimo CD.

Il mal di schiena del liutista ;-)

François de Troy, Charles Mouton

Questo non è un post serio, anche se seria è la questione.

Ogni liutista credo si sia posto con una certa regolarità il problema della postura: come si “tiene” il liuto? In piedi, come in molti quadri rinascimentali, magari appoggiati a un tavolino per aumentarne la sonorità?
Seduti, con le gambe accavallate? Con una tracolla? Con una piccola “coda” agganciata al bottone dello strumento e poi trattenuta sedendovici sopra?
Tutto è possibile: date un’occhiata al famoso ritratto di Charles Mouton e provate a dirmi se riuscireste a suonare decorosamente con il liuto appoggiato in quel modo!

Un problema è l’altezza: sono alto un metro e novantun centimetri e il liuto, perlomeno il rinascimentale tra i 6 e gli 8 cori, mi “sta” straordinariamente piccolo. Ho provato tutte le posizioni possibili, ma il risultato è sempre… un bel mal di schiena.

Con la gamba destra accavallata sulla sinistra e una pelle (o finta pelle) sulle cosce si ottiene una posizione molto stabile, ma la gamba accavallata finisce col interferire con l’agilità della mano destra, rendendo l’articolazione molto penosa. Senza contare che dopo una ventina di minuti il piede destro è diventato in vero legno…

Il consiglio è allora quello di appoggiare un cuscinetto sulla gamba destra per sollevare leggermente lo strumento. Bello. E poi?? Di che bardatura ha bisogno il povero liutista prima di iniziare a proferire due poverissime note??

Resta il famigerato (e odioso) poggiapiede chitarristico. Ma non riesco a rassegnarmici. Suonare il liuto come Segovia. Perdonatemi: BLEAH!

E allora tento un compromesso: seduto su una sedia non troppo alta, con la “codina” attaccata al liuto e le gambe normalmente unite. Il liuto si ritrova fortemente inclinato (non è certo la posizione di Mouton!), ma la proiezione del suono raggiunge gradevolissimamente il mio orecchio mentre suono.
Non ho mai visto ritratti in cui il liutista fosse in questa posizione, ma tant’è, per il momento è l’unica in cui io resista abbastanza a lungo.

A margine di questa discussione resta la brevissima nota di Robert Spencer, How to hold a lute: historical evidence from paintings, pubblicato su Early Music, se non vado errato.
Spero di incontrare presto Jacob Heringman e chiedergli come diavolo fa a suonare nella posizione di questo breve video

Vincenzo Galilei, Fronimo

Galilei_2Poco dopo aver terminato il post precedente, mi sono ricordatoc he giá due anni fa avevo potuto scaricare l’intero fac-smile del Fronimo in PDF dall’eccellente archivio Gallica della Bibliothéque Nationale de France.
Ecco il riferimento esatto: http://gallica.bnf.fr/document?O=N058217
Per scaricare l’intero testo dovete selezionare il formato “PDF” e cliccare su “Télécharger“.
Attenzione però: il file viene preparato e poi inviato, il processo potrebbe perciò durare un poco.
Naturalmente il file ha dimensioni non piccolissime 😉

Robert Dowland, Robert Jones e altri, on-line

L’era dei fac-similes on-line non è certo cominciata con il Corpus des Luthistes che ho citato ieri. E’ un’opportunità straordinaria per tutti coloro che non possono necessariamente accedere (o permettersi) i fac-similes stampati.
A questo proposito ieri ho trovato il sito Godfreys Book-shelf che offre numerosi testi in formato PDF, inclusi i seguenti:

  • Robert Dowland, Varietie of Lute-lessons
  • Robert Jones, A Musicall Dreame
  • Thomas campion, Of Counterpoint

Cercherò d’ora in poi di segnalare la presenza on-line di altri testi di interesse in una categoria a sé, per facilità.

Non pensate che la sempre maggiore presenza di testi on-line contribuisca in modo straordinario alla diffusione di una cultura musicale destinata tradizionalmente a un’élite?
Certo, rimane il problema della lingua, ma quello esiste anche per tutti gli altri campi di studio.

Spinacino a Tours e on-line

In questo post (ma quanto NON mi piace questo barbarismo!) riportavo l’importante Colloque international dedicato a Spinacino nel V centenario del suo libro a stampa.
C’è chi ha avuto la fortuna di esserci e l’estrema gentilezza di inviare una breve relazione, naturalmente (sic) alla lista francofona. Per chi legge la lingua di Molière consiglio la lettura diretta.

In occasione del Colloque hanno avuto inizio i lavori congiunti dell’Università di Tours, del CNRS (francese!) e di diversi illustri personaggi allo scopo di pubblicare un Corpus des Luthistes on-line.
L’iniziativa non solo è STRAORDINARIA (perdonate l’entusiasmo!), ma si presta a tante sognanti riflessioni culturali: cosa avrebbe pensato Ottaviano Petrucci nel 1507 se gli avessero detto che il suo splendido lavoro di vero artista della stampa musicale sarebbe sopravvissuto non solo a molte generazioni, ma addirittura all’uso stesso della carta?
E l’avventurosa storia grazie alla quale si è salvato questo fac-simile dove la mettete?